Biancamaria Furgeri Titolo

Biancamaria Furgeri - Note stilistiche

Note stilistiche

La scrittura, nelle opere giovanili, è ancora legata a modelli strawinskiani e hindemithiani (Sonata per organo, Suite per Gioconda, ecc.)

Successivamente Biancamaria Furgeri si è avvicinata alla composizione atonale e seriale (Piano-Suite, Juvenilia, Antifonie, Discanto, ecc.), tuttavia nelle composizioni atonali non ha mai privilegiato le tecniche dell’avanguardia più radicale: il suo linguaggio preferisce non rinunciare alle ragioni dell’espressione e della comunicabilità, come appare sia nei rifacimenti di lavori come Duplum o Erzaehlung, nei quali si ripresentano anche zone armoniche larvatamente tonali e momenti di forte tensione lirica, sia in composizioni come Tre Episodi, nel quale l’irta scrittura dissonante si stempera alla fine in una lunga oasi di cantabilità sfumata, quasi senza peso.

Moderati influssi ligetiani sono riscontrabili di quando in quando nelle sue opere, come per esempio in Levia, ma sono da intendersi come dato culturale, filtrato attraverso una libera rielaborazione personale.

Un’altra caratteristica, propria di alcuni brani da camera degli anni novanta, è uno stile caratterizzato da linee strumentali frastagliate e ondulate, da gesti sonori frammentati e sovrapposti, da temi brevissimi, appena accennati e sovraccarichi di ornamentazioni, da volute di suoni che si attorcigliano, quasi un “liberty” musicale. (Farben, Immagini fluttuanti, ecc.)

Alcuni lavori di questo periodo si distinguono anche per la ricerca timbrica e l’impiego delle nuove tecniche strumentali (Il Canto sognato, Farben, Immagini fluttuanti, Voci dell’Es).

Negli ultimi lavori, (per esempio in Piccola Cantata, Quasi una rapsodia, Magdalena flos sanctitatis, Dedicato a un sogno, ecc.) viene invece abbandonata la scrittura “ornata” dei precedenti e il pensiero musicale recupera una maggiore linearità.

Nelle più recenti opere corali Biancamaria Furgeri ritorna ad una scrittura prevalentemente diatonica e tesa a enfatizzare le valenze espressive del testo. Vi si trovano spesso, in stretta connessione, armonie appartenenti a centri tonali tra loro molto lontani, ma liberamente accostate o intrecciate, così come vi vengono collegati ed anche sovrapposti testi diversi, anche in differenti lingue, tuttavia collegati da un filo logico ideale. Infine vi trova posto molto spesso il coro parlato in sovrapposizione o alternanza alle parti cantate.

Per quanto riguarda, invece, i lavori di destinazione liturgica, la compositrice adotta un linguaggio diatonico e di più semplice scrittura.